Il racconto della mamma Elisa

Ciao. Mi chiamo Elisa, ho 39 anni, sono sposata con Fabio (42) e la nostra bambina ha 8 anni. Siamo entrambi italiani e non bilingui di nascita. Viviamo in provincia di Brescia, sulle sponde del pittoresco lago di Iseo. Io sono laureata in lingue e ho scelto di insegnare con il metodo Hocus and Lotus.

Credo di essere nata con la passione per le lingue, ma sicuramente in questo mi ha influenzato la figura paterna: quando ero bambina mio padre per lavoro viaggiava molto e parlava diverse lingue straniere. Quando lo accompagnavo nei viaggi accendevo la televisione e speravo così di imparare il piu’ possibile della lingua del posto (qualunque essa fosse) e se facevo amicizia con i figli dei suoi clienti cercavo di imparare il piu’ possibile da loro per tornare a casa con il mio piccolo tesoro di nuove conoscenze. La prima cosa che chiedevo a mio papà appena arrivata era di dirmi come si chiedeva nella lingua di quel posto “come si chiama questo?”, così poi potevo indicare l’oggetto ai miei nuovi amici e imparare nuove parole.

Ho iniziato a parlare inglese alla mia bimba verso l’anno di età. Tornando indietro oggi comincerei sin dal primo giorno, nonostante possa dire che la bambina ha un ottimo livello nella seconda lingua se consideriamo l’età, il fatto che frequenta una scuola pubblica italiana e che il bilinguismo è coltivato solo nelle nostre magic lessons e a casa.

Mio marito si è affidato alla mia conoscenza dell’argomento e al mio “sesto senso” di mamma, famiglia e amici sono sempre stati positivi sulle nostre scelte.

Non ho mai percepito ostacoli esterni, ma è anche vero che l’inglese è il “nostro momento speciale”, mio e della bimba, un momento che custodiamo gelosamente.

Non parliamo in lingua straniera quando siamo con amici italiani, mentre lo facciamo con naturalezza se la compagnia è di lingua inglese. La naturalezza che ora ha la mia bambina è comunque il frutto di un “lavoro” fatto nel tempo che l’ha resa “confident” e serena nel parlare senza temere l’errore.

La mia bambina ha fin dall’inizio vissuto con gioia e curiosità la seconda lingua e io non l’ho mai imposta quando non le andava, la nostra comunicazione preferenziale è sempre stata, ed ancora è, in italiano. All’inglese abbiamo riservato sin da quando era piccolissima delle piacevoli routine quotidiane come il bagnetto, la favola della nanna con la buonanotte, determinati giochi. Poi quando Hocus e Lotus sono entrati a far parte della nostra vita le routine sono diventate un appuntamento con questi due dinocrocs e le loro storie. La lettura è sicuramente il nostro “english time” per eccellenza in questo momento.

Le prime parole della mia bambina in lingua minoritaria sono arrivate sin da subito appena ha iniziato a parlare, una delle sue preferite era “butterfly”: da piccola non ha mai chiamato le farfalle in italiano ma sempre in inglese. Un giorno invece non conoscendo la parola “fragola” mi disse “Mummy, I want fragoletcon una perfetta pronuncia all’inglese che mi fece sorridere e al tempo gioire del suo tentativo di utilizzare un altro codice linguistico di cui aveva assimilato determinati suoni che cercava di riprodurre.

Tuttavia in quegli anni sentivo che mi mancava qualcosa per trasmetterle veramente la seconda lingua, dunque mi sono messa a leggere, studiare, cercare di capire quale pezzo del puzzle ancora non era al suo posto…… durante un approfondimento ho scoperto Hocus and Lotus e ho deciso che mi sarei specializzata per noi due.

E così verso i suoi 4 anni ho iniziato a praticare con lei il metodo Hocus and Lotus e dopo poco abbiamo incontrato la storia in cui Hocus rincorreva la “butterfly” e Lotus mangiava “strawberries”, non poteva che essere amore a prima vista!! Quasi un segno del destino ….

Appena ho constatato che finalmente la piccola riusciva a comunicare con frasi complete e trasferire cio’ che imparava con la narrazione nella sua vita quotidiana e nei nostri momenti di condivisione in lingua, ho deciso che tutti i miei alunni avrebbero avuto la stessa opportunità e ho iniziato a fare la Magic Teacher di professione.

Essendo io un’appassionata di libri in lingua straniera per l’infanzia e un’amante dei viaggi ho sempre acquistato i libri in lingua durante i soggiorni all’estero, e qualche volta ho acquistato on line opere di autori di valore come Eric Carle o Julia Donaldson.

Qualche mese fa ho deciso di diventare Organiser per la casa editrice inglese Usborne spinta dal desiderio di ampliare la libreria di casa e offrire a tutte le famiglie che seguo nel loro progetto di bilinguismo l’opportunità di avere questi libri direttamente a casa propria con la consulenza di una persona che i loro bambini li conosce bene ed è esperta in materia.

Purtroppo in Italia c’è poco materiale “autentico” per bambini inglesi o bilingue, mentre Usborne offre una gamma incredibile di libri di qualità sia nei contenuti che nelle grafiche e nei materiali. E soprattutto grazie alle Organisers come me i genitori possono sfogliare i libri, condividerli con i bambini e scegliere quello piu’ adatto con una consulenza personalizzata.

A chi mi chiede consigli o ha timore dico di buttarsi, metterci amore, pazienza, costanza e viverla come un viaggio: un viaggio bello, impegnativo, con delle regole, imprevisti, giorni si e giorni no, soddisfazioni e incertezze. Ma la cosa bella del viaggio è l’ EMOZIONE che ci accompagna durante, non la meta!!!

Se sapremo colorare le nostre giornate in lingua col sorriso e l’amore, senza troppo preoccuparci della perfezione o dell’obiettivo da raggiungere tutto verrà da se, con i suoi tempi e naturalmente.

Io l’ho capito come mamma e come insegnante magica. E mi ha cambiata in meglio.

Un dino abbraccio di luce a tutte Voi famiglie bilingue che mi leggete e grazie a Mascia, Renata e a tutte Voi per questa opportunità di raccontarmi.

Grazie Amica Mia per il tuo bel racconto...un abbraccio!

Contattami se vuoi anche tu intraprendere o avvicinare la tua famiglia ad un percorso di Bilinguismo in Famiglia!





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